La mia città di Marco Angelotti

    Io vivo a Massa.
    Una città che non ha nulla di particolare.
    Tranne che per la via consolare Aurelia che l'attraversa, tagliandola esattamente in due metà.
    Come una lama.
    Una città qualsiasi, col centro attraversato dal traffico pesante.
    Una città con seri problemi: disoccupazione, scarsa produttività, industrie che hanno chiuso, il turismo che non è mai decollato ed il settore lapideo agonizzante da anni.
    Solo pochi furbastri riescono ancora ad arricchirsi, qui.
    Furbastri, non uomini capaci.
    E mi accontenterò del "furbastri".
    Continuo a vivere qui.
    Anche se ho allettanti proposte di lavoro altrove.
    Perché mi piace, perché voglio viverci a dispetto del contesto urbano e sociale,  perché sono nato qui e la mia casa è qui, e mio figlio è nato qui.
    Perché è il luogo più bello del mondo.
    Le Apuane hanno scelto questo posto per tuffarsi nel  Tirreno, dopo una breve rincorsa su una stretta striscia di terra che si arrende alla costa scoscesa della Liguria.
    Perché chi vive qui tutto l'anno, conosce un mondo che il turista estivo ignora.
    A Dicembre, passeggiando sulla spiaggia nel tardo pomeriggio, sento il sole che scalda l'aria ghiacciata.
    Guardo a Nord Est, vedo la pietra grigia delle montagne, aspra, addolcirsi e tingersi di vermiglio.
    Arrossisce, imbarazzata per la bellezza nuda del sole che si tuffa nel mare per coricarsi in un letto freddo, sotto una coperta increspata di colore blu.
    Ho viaggiato, altre immagini.
    Questa, esiste solamente qui.
    E dentro di me.
    Continuo a vivere qui, dove esistono i colori che porto negli occhi da sempre.


Aggiornato 11 Giugno 2002
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